Sabato 5 Luglio

Eccoci arrivati quasi alla fine della nostra crociera.

In questo giorno non ero proprio al massimo delle forze, diciamo un mix tra dispiaciuta e stanca.

Il buongiorno, io e il mio bimbo appena sveglio, nella nostra cabina.

Matteo e Francesco, dopo la colazione in vena di farsi le coccole.

Inizialmente pertanto non sapevamo neanche se scendere o meno dalla nave.

Andammo sul ponte 15 a vedere la zona piscina, se non era troppo affollata piuttosto potevamo trascorrere la giornata così.

Marco non era molto d’accordo, avrebbe preferito scendere e fare l’ultima escursione, anche solo due passi per distrarci un po’ e visitare un posto comunque a noi nuovo.

In ogni caso ci assecondò e provammo ad andare tutti insieme al ponte 15.

Arrivati sul posto vedemmo che comunque la piscina era gremita di gente, nonostante tutto, in tanti avevano avuto la nostra idea.

Sulla Costa Toscana però ci sono diverse piscine, ma tutte un po’ piccole.

Quella più grande, per l’appunto al ponte 15, è anche interna, al coperto.

Secondo me, per la portata della nave, della capienza di tutti i passeggeri gli spazi nella piscina non sono sufficienti.

Devo dire questa essere l’unica vera pecca della nave, perchè per il resto è stata veramente grandiosa, in tutto e per tutto.

In ogni caso, vedendo quindi la situazione, decidemmo di ascoltare il parere di Marco e uscimmo per l’ultima escursione.

Provammo ad uscire a piedi, il centro ci sembrava vicino ma in realtà ci rendemmo conto che non potevamo uscire dal porto a piedi. Gli unici mezzi di uscita erano appunto dei pullman.

Ci avvicinammo ad un pullman fermo e chiesi all’autista come funzionava: inverosimilmente il pullman era gratis, partiva e tornava ogni 15 minuti.

Salimmo e in pochi minuti ci portò alla fermata degli autobus nel centro di Civitavecchia.

Da qui iniziammo la nostra passeggiata sotto i portici, per poi arrivare alla zona più vivace, una zona pedonale, piena di locali, ristoranti e negozietti.

Anche qui mi fermai a fare gli ultimissimi acquisti: alcune penne e cartoline.

Pranzo

Francesco indossava degli infradito e, dopo tanto camminare, gli comparve una piccola vescica tra le dita del piede. Decidemmo di fermarci per comprargli delle scarpe più comode: aggiungemmo un paio di calzini e un cerotto, ma nonostante tutto faceva fatica a camminare bene.

Così, un po’ per via della stanchezza di Francesco e un po’ perché ormai si avvicinava l’ora di pranzo, decidemmo di fermarci al McDonald’s di Civitavecchia, proprio accanto alla fortezza.

Le nostre foto “fai da te” al McDonald.

A bordo, ogni sera passava il fotografo a scattare immagini ai tavoli, ma erano tutte a pagamento, sia in formato digitale che stampato, acquistabili solo nello shop della nave. In questo caso, invece, la foto era completamente… gratis!

Dopo pranzo ci avviammo verso la fermata dei pullman per il rientro, ma ci rendemmo conto che, dopo aver camminato tanto al mattino, adesso ci trovavamo dall’altra parte della città.

Per fortuna, lungo la strada incontrammo proprio il nostro pullman: alcuni ragazzi davanti a noi ebbero l’idea di farsi notare dall’autista, che si fermò e con gentilezza ci concesse uno “strappo” fino al terminal. Da lì scendemmo e risalimmo subito sul pullman diretto alla nave.

Il pullman che ci ha riportato al terminal dei bus, con in sottofondo la fortezza di Civitavecchia

Il rientro sulla nave

Tornati a bordo ci rilassammo un po’ sui nostri sdrai, nel caro ponte 8 che ormai sentivamo un po’ come nostro.

Intorno a noi c’erano tanti gabbiani che volteggiavano sopra la nave. Vederli girare, scendere in picchiata e poi risalire al vento era davvero bello, e noi restavamo lì a guardarli, affascinati dal loro volteggio leggero.

Alcuni ospiti delle cabine con il balcone gli lanciavano del cibo, e in poco tempo si formò un gruppo sempre più grande che girava intorno alla nave, saltellando e planando vicino a noi.

Anche quando la nave lasciò il porto, i gabbiani continuarono a seguirci per un bel po’, quasi come se volessero accompagnarci nel nostro viaggio in mare aperto.

I gabbiani che volano vicino alla nave

Più tardi, dopo cena, sempre sullo stesso ponte, mentre i bambini giocavano, incontrammo una coppia con cui facemmo amicizia.
Tutto iniziò grazie a Matteo, che si avvicinò a una bambina e iniziò a giocare con lei. Lei parlava un’altra lingua, ma per i bambini questo non conta molto.

La mamma mi assomigliava un po’: capelli lunghi e scuri, statura media.
Il papà invece ricordava Marco, ma un po’ più robusto, di statura media e con i capelli corti.
Forse anche per questo Matteo si sentì subito a suo agio, tanto da sedersi sullo stesso sdraio del papà, come se lo conoscesse da sempre.

Ci avvicinammo per chiamare Matteo, anche perché si stava facendo tardi e presto avremmo dovuto mettere fuori dalla cabina la nostra valigia, così gli addetti potevano ritirarla. Io dovevo ancora finire di sistemarla!
Ma Matteo, testardo come sempre, faceva finta di niente e continuava a ridere e giocare con la bambina.

Allora iniziammo a parlare con la coppia. Scoprimmo che venivano dall’Azerbaigian e avevano preso un volo apposta per arrivare a Civitavecchia e salire sulla nave. Per loro era il primo giorno: gli occhi pieni di curiosità, con tante cose ancora da vedere e scoprire. La loro vacanza stava appena cominciando!

Non parlavano italiano e si arrangiavano con un inglese molto semplice, proprio come noi. Non conoscevano bene la nave: non sapevano dell’app utile per controllare le attività e altre piccole regole.
Ci chiesero qualche consiglio e noi fummo felici di condividere quello che avevamo imparato in quei giorni: piccole dritte per godersi al meglio ogni momento.

Che peccato che quella fosse la nostra ultima notte, mentre per loro era la prima. Matteo correva ancora tra i giochi, noi li guardavamo sorridendo, e per un momento sembrava che il tempo si fosse fermato. Non so se ci rincontreremo mai, ma ci ha fatto davvero piacere conoscerli e passare insieme un po’ di tempo, ridendo e condividendo piccole avventure.

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