Venerdì 4 Luglio

Andammo (come di consueto ormai) a fare colazione al ponte 8, ristorante “La Sagra dei Sapori”.

Video del nostro amato ristorante self service “La sagra dei sapori”

E poi piccola passeggiata sul ponte 8, prima di scendere a Palermo per l’escursione del giorno.

Video del teatro colosseo di giorno.

Avevamo mille aspettative su Palermo: nessuno di noi c’era mai stato e quindi eravamo curiosi, impazienti e desiderosi di vivere una vera giornata siciliana, tra colori, profumi e sapori.

Scendemmo dalla nave e ci avviammo verso il centro città. Fortunatamente non servivano navette o pullman: il centro è abbastanza vicino e si può tranquillamente raggiungere a piedi.

Appena usciti, però, fummo subito assaliti da una folla di persone che ci proponeva continuamente passaggi: in macchina, a cavallo, persino su un trenino turistico. Continuavamo a dire di no, volevamo semplicemente fare due passi a piedi, ma non riuscivamo nemmeno a camminare che già arrivavano altre proposte.
Addirittura un ragazzo fermò Marco offrendogli un giro in macchina: inizialmente disse “dai, mi dai solo 120 € e ti porto io”, e al nostro continuo rifiuto scese addirittura a 60 €, pur di convincerci.

Ci fu persino un momento di pericolo: alcune persone ci ostacolavano e rischiammo di essere investiti da un’auto mentre cercavo di salire sul marciapiede.
Marco commentò allora con un sorriso amaro: “Ah, come si vede che siamo in Italia!”, perché certe cose, davvero, solo noi italiani sappiamo farle: invadenti, insistenti, e a volte davvero pedanti.

Le strade, inoltre, erano piene di sporcizia: foglie schiacciate e tritate sui marciapiedi da chissà quanto tempo, odore di immondizia e non solo.
Mi spiace dirlo, ma in quel momento ci sentivamo un po’ sconsolati. Forse avevamo troppe aspettative rispetto a quanto stavamo vedendo: una città sporca e trasandata, con gente a volte prepotente e volgare.

Camminando, però, arrivammo nel quartiere centrale, dove la situazione iniziò a migliorare. Ci fermammo in un bar e ci concedemmo una granita: ottima, gustosa e davvero prelibata, forse quello che ci serviva in questo momento, un attimo di respiro e di riposo prima di ripartire a piedi.

Proseguendo, raggiungemmo la Piazza Villena, famosa per i suoi quattro canti. Una piazza ottagonale in stile barocco, dove su ciascuna facciata degli edifici si trovano enormi figure scolpite di re e patroni, che rappresentano le quattro stagioni.
Ai piedi di un palazzo, un artista di strada suonava e cantava “O sole mio”, creando la cornice perfetta per questo spettacolo di colori, storia e musica.

Palermo – Piazza Villena

Ci spostammo poi al mercato più caratteristico di Palermo, anzi, forse uno dei mercati storici più vivaci d’Italia: Ballarò.

Un’esplosione di colori, profumi e musica! È un vero e proprio spettacolo folkloristico, il cuore pulsante della città. I venditori ti chiamano a gran voce, ti propongono assaggi di ogni genere e l’energia del mercato è travolgente.

Ovunque occhi e naso vengono catturati da frutta e verdura coloratissima, spezie profumatissime, carne e pesce freschissimi, alcuni dei quali anche cucinati al momento.

Il mercato di Ballarò

Inoltre, si possono trovare numerosi banchi con prodotti non esclusivamente gastronomici: souvenir, abbigliamento e molto altro.

Per continuare la mia raccolta di regalini, comprai dei cerchietti coloratissimi per le mie nipotine, un tagliere con un bellissimo dipinto di una donna siciliana, le calamite, ma non solo: dell’origano essiccato (per l’immancabile regalo a mio zio Tonio) e delle paste di mandorle.

Proseguimmo poi lungo una strada vicina, piena di bar e ristoranti. All’inizio cercavamo un buon arancino, ma fummo presto attratti dai ragazzi “butta-dentro” di un locale, che ci invitarono a sederci nel loro dehor e a provare un menù degustazione.

Purtroppo, la nostra esperienza in quel posto fu a dir poco deludente. Il cibo arrivò con molta lentezza, nonostante avessimo sollecitato più volte, arrivando quasi a minacciare di andar via. La frittura era fredda, come se fosse appena uscita dal frigorifero, e le specialità proposte non soddisfacevano le nostre aspettative. Alcuni piatti dovettero essere rifatti perché praticamente immangiabili, e il ragazzo che ci aveva fatto sedere si scusò più volte. Molto del cibo portato rimase intatto.

Mi dispiace dirlo, ma quella fu senza dubbio l’esperienza peggiore di tutto il viaggio: in quel momento tutte le nostre aspettative sembravano svanite.

Finalmente, però, ci rifacemmo con il dolce: un vero cannolo siciliano da Cannoli&Co, sempre sulla stessa via. Veramente squisito, una delizia per il palato e il vero sapore della tradizione siciliana.

Il mio cannolo: da una parte ricotta tradizionale, dall’altra parte al pistaccio. Il tutto ricoperto da gocce di cioccolato!

Lungo la strada del ritorno verso la nave, mi fermai ancora in diversi negozietti per acquistare qualche altro piccolo regalo: cappellini e magliette per i miei nipotini, e alcuni peluche a forma di scimmietta, anche per i miei bambini, Matteo e Francesco, come ricordo di questa giornata così particolare.

Noi in giro per il centro di Palermo. Matteo che si prova tutti i cerchietti (in un colpo solo) comprati al mercato Ballarò per le mie nipotine.

Risalimmo quindi sulla nave e ci preparammo per la cena.

La nave si allontana da Palermo

Quella sera il dress code era “colorato”, così vestii i bambini con il completino regalato dalla nonna, pensato proprio per la crociera.

Ogni giorno, infatti, sull’app di Costa veniva indicato il dress code della serata – elegante, bianco, colorato, e così via – anche se, a mio avviso, molti passeggeri lo seguivano solo in parte.

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