Martedì 1 Luglio

Avendo due cabine separate, ci demmo appuntamento al ristorante per la colazione alle 9.30 per uscire.

Durante tutto il soggiorno in nave infatti non avevamo connessione internet, nè campo sul cellulare. Soprattutto in cabina, ci sentivamo completamente isolati dal resto del mondo. 

Il che devo dire alla fine non era così male.

Devo dire che, alla fine, non era poi così male.

I bambini non stavano sempre incollati ai telefoni, e intorno a noi si vedevano persone che si guardavano in faccia, si poteva scambiare due parole con chiunque. Sembrava quasi di essere tornati indietro nel tempo.

E, cosa non da poco, non potevamo rispondere alle mail, leggere le chat di lavoro o quelle con le mamme della scuola o del catechismo.

Niente di tutto ciò, solo noi e la vacanza.

In ogni caso trovammo modo di poterci parlare tra di noi, in caso di evenienze o problemi.

Tramite l’app Costa c’era una chat interna: potevi chiedere l’amicizia a chiunque si fosse iscritto e mandare messaggi di testo.

Era proprio quello che ci serviva. Ci iscrivemmo tutti e tre – io, Francesco e Marco – e così potevamo scriverci cose tipo “siamo pronti”, “ci vediamo lì” o “stiamo uscendo”.

Un altro escamotage era chiamarsi tramite il telefono fisso in cabina: bastava selezionare il numero della cabina a cui volevi chiamare, premere il pulsante “call” e la chiamata partiva.

La parola d’ordine per rispondere? Sempre “carabinieriiii!”

Era un gioco nato nella crociera del viaggio di nozze, quando noi neosposini e un’altra coppia di Firenze, che avevamo conosciuto a bordo e che si erano sposati lo stesso giorno, ci chiamavamo da cabina a cabina. Lui faceva il carabiniere, e così, scherzando, la parola d’ordine per aprire la chiamata era proprio quella.

Detto questo, scrissi a Marco nella chat interna e provai a chiamare con il telefono in cabina, ma niente… nessuna risposta!
Io e Matteo eravamo pronti, così decisi di uscire dalla nostra cabina, prendere l’ascensore e andare a vedere cosa stesse succedendo.

Arrivai davanti alla loro cabina, aprii la porta e li trovai tranquilli e beati, ancora immersi nel mondo dei sogni. Non avevano sentito né la sveglia, né il telefono!

Matteo, felicissimo di vedere il papà e il fratellone, si sistemò in mezzo a loro nel letto, tra tanti abbracci e baci.
E cosa ancora migliore: era felicissimo di rivedere i giochi di Francesco, che nella nostra cabina non aveva.

Mentre Marco e Francesco cominciarono a prepararsi per uscire, io tornai a curiosare sull’app di Costa, sperando di trovare qualche novità.

E’ un app veramente completa, ti permette di avere sottomano tutte le informazioni più importanti, dai ristoranti aperti e i loro orari, alle indicazioni utili per sbarcare e risalire, le escursioni possibili, fino alla mappa completa di tutta la nave — una funzione preziosa sia per orientarsi che per trovare i servizi di cui avevi bisogno.Giocando con l’app entrai nella sezione delle foto e inquadrando il mio volto, automaticamente mi vennero proposte tutte le foto scattate a bordo che mi ritraevano. Un’altra funzionalità molto utile, per evitare di dover scorrere tra migliaia di immagini di sconosciuti.

Potei vedere qui quelle foto, ma non scaricarle, perché sia le versioni digitali che quelle stampate erano acquistabili a parte, come servizio extra, presso lo store dedicato sul ponte 6.

La foto che ci hanno fatto appena siamo saliti!
La foto che ci hanno fatto quando siamo scesi a Marsiglia, il giorno precedente.

Colazione

Una volta pronti, uscimmo tutti insieme e ci recammo al ristorante “La Sagra dei Sapori” per la colazione, servizio di nuovo self-service.

Anche qui: chi non avrebbe voluto assaggiare tutti i dolci disponibili? Per una golosa come me, era praticamente d’obbligo.

L’escursione a Barcellona

Quindi scendemmo dalla nave e, memori della lezione del giorno prima, sapendo che era impossibile raggiungere il centro a piedi, cercammo un mezzo per spostarci.
Prendemmo un pullman che si trovava proprio davanti alla stazione. Non era un bus di Costa, ma con 4 € a testa ci portava in centro e poi ci riportava indietro, con partenze ogni mezz’ora.

Essendo più economico, era sicuramente più “gettonato” dai crocieristi e quindi molto affollato. Il tragitto lo facemmo praticamente tutto in piedi, un po’ schiacciati tra altre persone.

Dopo circa 10 minuti arrivammo comunque in centro, proprio vicino alla Rambla:

Lo screenshot di google maps per non “perderci”, e ritrovare il posto corretto dove riprendere il pullman per il rientro.

L’acquario 

Vista l’ondata di caldo assurdo che imperversava quei giorni, decidemmo di andare all’acquario, una meta perfetta anche per una gita con i bambini.

Anche questa era un’escursione acquistabile dal sito Costa, ma siccome ci decidemmo un po’ tardi, scegliemmo di andare direttamente sul posto e comprare i biglietti all’ingresso.

Ecco una carrellata di foto fatte scattate durante la visita:

All’interno dell’acquario c’è una zona davvero speciale dove si passa letteralmente “sotto l’acqua”. Hanno infatti installato un rullo porta-persone che scorre lentamente all’interno di un tunnel trasparente lunghissimo, situato proprio sotto la vasca principale.

Camminando (o meglio, scorrendo) lì, ci si trova sotto il livello del mare e si possono osservare da vicino squali, razze e una vasta varietà di altre specie marine che nuotano sopra e attorno ai visitatori.

Un’esperienza incredibile, educativa e davvero unica!

Pranzo

Visto che era ormai ora di pranzo, ci fermammo a mangiare al fast food dell’acquario, situato al primo piano.
Dopodiché facemmo un pit-stop al negozietto di souvenir proprio prima di uscire.

Per Matteo scegliemmo una morbida e bellissima foca bianca — anche se non avevamo visto nessuna foca durante la visita e, a dire il vero, non ricordava molto l’acquario. Ma era così soffice che a lui piacque subito.
Per Francesco invece optammo per un grande polipo rosso.
Inoltre, per entrambi, prendemmo una catenina in caucciù con un piccolo polipo in legno.

Matteo infatti continuava a indicare qualsiasi tipo di pesce e a chiamarlo “polipo”, anche se era tutt’altro! Ogni volta ridevamo e lui sembrava divertirsi ancora di più. Così il polipo era diventato un po’ la nostra mascotte!

Molto carina anche la mega-orca posizionata nell’androne al primo piano, fatta a grandezza naturale, dentro la quale si poteva entrare.
Naturalmente ai bambini piacque moltissimo!

La Rambla

Usciti dall’acquario, ci dirigemmo verso la Rambla, il celebre viale pedonale di Barcellona situato proprio nel cuore della città, a due passi dal porto.

Il sole picchiava forte e l’aria calda sembrava farci “appiccicare” all’asfalto ad ogni passo.

Qui trovammo gli artisti di strada: statue viventi dal trucco perfetto e costumi sgargianti.

Io e Francesco iniziammo a girovagare tra i negozietti e i chioschetti, alla ricerca di qualche souvenir da portare a casa.
Comprai le classiche calamite della città, un geco – il grande portafortuna –, una statuetta del toro in stile mosaico, alcuni ventagli, braccialetti e altri piccoli regalini.

Marco, insieme a Matteo, che nel frattempo si era addormentato nel passeggino, stremato dal caldo, si spostava con noi, ma preferendo rimanere sempre negli angoli della strada all’ombra.

Alla fine, esausti per la temperatura torrida, decidemmo di tornare prima del previsto sulla nave. Riprendemmo il pullman che ci aveva lasciati e risalimmo a bordo.

Merenda

Qui dopo un breve pit-stop in cabina, andammo al ristorante self-service “La Sagra dei Sapori” per la merenda.

Ebbene sì, perché sulla nave c’è anche la merenda!

In effetti, uno potrebbe passare dalla colazione al pranzo, poi alla merenda e infine alla cena, vivendo praticamente tutto il tempo al ristorante self-service!

Durante la merenda si trovano pizzette, focaccine — anche farcite in tanti modi diversi — torte, frutta e tanto altro ancora.

Inoltre, puoi andare tutte le volte che vuoi, in qualsiasi ristorante aperto.
Per assurdo, potresti iniziare la cena nel tuo ristorante assegnato — quello con servizio al tavolo, più elegante — e poi, compatibilmente con gli orari di apertura, tornare al ristorante self-service per mangiare ancora!

E noi, a dire il vero, l’abbiamo fatto più di una volta! Soprattutto per assaggiare i dolci, quando quelli serviti al ristorante assegnato non ci bastavano o non ci soddisfacevano abbastanza (che golosi!).

Serata con spettacolo

La sera, io e i bambini raggiungemmo il ponte 15 per assistere allo spettacolo delle stelle: la Sea Destination “Sea of Stars”.
Un’esperienza notturna che si svolge in alto mare: appena fa buio, le luci della nave vengono abbassate e i passeggeri possono ammirare il cielo stellato.

Lo spettacolo è molto interessante, con spiegazioni su alcune curiosità delle stelle e delle costellazioni.

Marco non venne con noi perché c’era la sua amata Juve che giocava. Così comprammo un’ora di internet per permettergli di guardare la partita in streaming dal pc insieme ad alcuni amici.

Agli spettatori stranieri venivano fornite cuffie per la traduzione, mentre gli altri dovevano sperare di trovare un posto libero per poter vedere lo schermo e, nonostante il chiasso, riuscire a sentire qualcosa.

Al termine dello spettacolo e della proiezione video, gli spettatori venivano invitati a seguire alcuni membri dello staff per raggiungere il punto più alto della nave, quello meno inquinato dalla luce artificiale, per osservare meglio le stelle.L’idea e lo spettacolo erano davvero interessanti, ma forse un po’ “mal riusciti”.
Con così tante persone, l’evento diventava un po’ dispersivo: se non eri davanti allo schermo, era difficile seguire e capire.
Inoltre, secondo me, questa cosa di dover poi spostarsi a un certo punto fece sì che molti preferissero andarsene senza seguire ulteriormente lo staff.

Finito lo spettacolo, ognuno tornò nella propria cabina, pronto a dormire e a riposarsi in vista dell’escursione del giorno successivo.

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